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Due fratelli Baschera,
Uria e Manlio, (figli di Angelo Lino Baschera e Alba Freschi, di Tavagnacco),
sposarono le due figlie più giovane di Nonino, Livia e Amelia.
Amelia e Manlio furono partiti insieme al piccolo figlio Dino verso l'Argentina,
prima della seconda guerra.
Siccome Uria era parte del Comando de Sanidad in Africa, Livia è
rimasta con suoi genitori a Brazzà.
Uria ritornò prima della fine della guerra matato di malaria.
Nella nostra visita a Brazzà, Fey Pirzio-Biroli ricordava che Uria
avaeva avuto una fragile salute in quei anni. Mio nonno Uria è
scomparso a Buenos Aires in 1959, affettato di quella vecchia malatia.
- Suo figlio maggiore Bruno sposò Laura Puzzovio, e di qella unione
sono natti, Fulvio Luciano in 1960, e Sandro in 1963. Laura è mancata
nell'1983, e zio Bruno, nell'1986.
Nonna Livia è scomparsa nell 1989.
- Suo figlio menore, Lino Silvano sposò Susana Reisinger nell 1958,
e di quel matrimonio siamo natti io nell 1961, e mia sorella Claudia Rossana
nell 1964.
Papà è mancato nell 1997.
- Dino, il unico figlio di Manlio e Amelia sposò Esther Intriago,
e di quel matrimonio sono natti Leonardo Fabián, e Diego.
Zio Dino è mancato nell'anno 1996.
Uria e Manlio avevano otto fratelli. Tra quelli c'erano Yolanda (Suora
della Providenza) e Luiggia, con chi Manlio ha mantenuto corrispondenza
fino alla fine di suoi giorni.
Grazie a quella corrispondenza, abbiamo conosciuto cinque anni fa a Roberto
Liva, nipote di Luiggia, chi spinto dalla curiositá (lui trascriveva
le lettere che scriveva Luiggia a Manlio) è apparso in casa di
mio cugino Fabian per conoscere la famiglia in Argentina.
Roberto ci ha portato quello che ci mancava. L'albero genealogico dei
Baschera, cui riga più antica, data di 1813, con la nascita di
Marzio Baschera, oriundo di Fagagna, (figlio di Piero Giuseppe e Vittoria)
Sebbene zio Manlio diceva sempre che originariamente i Baschera eramo
venuti di Montenegro, non abbiamo trovato nell albero genealogico traccie
di quello.
 
Foti
di mio nonno Uria dall'época della guerra |

Pasaportes
de Uria, Livia y Papá
(al
se menor de edad debía figurar con su madre)
y el pasaporte de Nonino
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I
Baschera di Fagagna
Fagagna è un
paese vicino cinque kilometri di Brazzá, distesso attorno un castello
della stessa epoca che quello di Brazzà.
Quando avevamo fatto la ricerca su possibili posti vicini Brazzà
per alloggiarci con mia moglie Noemi, abbiamo trovato un “hotel
Baschera” in quell paese.
Comunque non ci siamo alloggiati lì, siamo andati a conscerlo e
abbiamo avuto la opportunità di prendere un caffè col padrone
Marcelo Baschera, per indagare se c’era un parentesco
tra noi.
Il signore Marcello sapeva che nel capo del seccolo XX, una parte della
sua famiglia era emigrata all’Argentina, e per quello che lui ricordava
abbiamo presunto che la loro destinazione potrebbe essere stata la provincia
di C"rdoba, nel mezzo del territorio argentino lontano setecento
kilometri di Buenos Aires.
Lui non conosceva nessuno dei nomi che io li accenavo, nonostante mi confermò
che soui avi furono venutti da Brazzacco pure.
Oggi in Argentina i Baschera imparentati siamo: mia solella Claudia e
io; i miei cuggini Fulvio e Sandro –figli di zio Briuno- che abbitano
nel luogo più australe dell’Argentina, Tierra del Fuego;
i miei cuggini Fabián e Diego, figli di zio Dino; e i nostri figli.
Ma sappiamo che c’è Sergio Baschera, un architetto che abbita
a Rosario.
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Grazie
a Irno Franco Burelli , presidente del Fogolar
Furlan Mar del Plata e caro amico di Ettore Persello,
che mi prest" amabilmente un libro impressionante “Fagagna
in Soffitta” ho potuto trovare un'altra parte di storia
su quelli Baschera di Fagagna.
Dice Elisabetta Brunello Z. in “Fagagna in soffitta”:”
...Un personaggio che forse meriterebbe di essere menzionato a parte e
con più spazio è “Dolfo Baschere” (Adolfo Baschera),
l'originale propietario dell'osteria che anche oggi porta questo nome.
Smilzo ed alto, portava grandi baffoni che gli davano l'aria di artista
che lo caratterizzava.
Il suo nome è
legato sopratutto alle primerissime corse degli assini di cui fu promotore
ed organizzatore.
L'immagine che
ne abbiamo è quella di aitante giovanotto a cavallo di una bicicletta,
una tra le prime, con la ruota anteriore più grande della posteriore.
Si dice che egli fosse uno dei primi, se non il primo a Fagagna, che osasse
avventurarsi su quel "moderno" e temerario marchingegno. |
Parlando
di lui, è venuto alla luce un mondo colorito e oggi scomparso del
tutto: l'osteria Baschera con il "posteggio" per i cavalli in
legno (una volta andò a fuoco e Dolfo pianse guardando quelle rovine),
il "verticale" che suonava la solita nenia introducendo una "vincjute";
la sala Eden per le grande fese da ballo, sopra l'osteria; la trattoria
odorante di trippe di Siore Marie Baschere, dentro il cortile, traboccante
di gente i giorni del mercato (la domenica sera arrivavano i commercianti
toscani per il mercato dei martedì e allogiavano qui per prendere
il posto e avere più tempo per il loro traffici); L'osterie di Siore
Bin, dal tono più elevato, frequentata da clienti più ricercati
e situati di fronte a Baschera, dove oggi si trova una profumeria..." |