| Quello
che sapevamo da piccoli
Papà
e nato al Castello di Brazzà. Suo nonno Giuseppe
Nonino era stato il maggiordomo nell castello per
più di sesanta anni. Nonino era anche il autista e aveva
a la sua cura tutta la lavore di tenuta della villa e lo stabile
di Brazzá.
Tutta la famiglia, ma principalmente mia nonna Livia
(figlia di Nonino), Papá e il zio Bruno
raccontavano storie di meraviglie su Brazzá giachè
loro insieme a mio nonno Uria e mio bisnonno Nonino,
(a chi non ho conosciuto) sono stati cui hanno visutto più
Brazzá -foto della destra-.
L'antico Castello Medioevale, il palazzo del secolo XVIII, la Chiesa
di San Leonardo, Pietro Savorgnan de Brazzá e le sue spedizioni
all'Africa, la Condessa, la Condessina, Detalmo, sono satte
imagini che hanno arrichito i miei sogni di avventura di piccolo.
Pero è statta una storia particolare che hanno visutto quando
abitavano a Brazzà, quella che più seriamente raccontavano.
¡E non era per meno!
Detalmo, il
Figlio della Condesina aveva spossato Fey Von Hassell,
figlia dell'Ambasciatore del Terzo Reich in Italia, Ulrich Von Hassell
cui in 1944 aveva fatto parte del complotto che perfino aveva ucciso
Hitler in Berlín. Fù portato a giudizio, e condannato
a morte immediatamente.
La Gestapo aveva base nel Castello di Brazzá, e
portarono Fey e suoi due piccoli figli a Berlín. Fey fu traslocata
per varii campi di concentramento e allontanata dei figli fino 8
mesi più tarde quando fù lasciata in libertà,
pero non trovò i figli dove i Nazi le avevano detto di troivarli.
Finalmente la madre di Fey fù cui mesi più tardi li
trovò in Insbruck. Per essere cosí piccolino, Robertino,
il menore dei fratelli cuasi non ricordava alla sua famiglia. Cosí
è che quando li anno mostrato delle fotografie di Brazzà,
quella che ha riconosciuto di prima era stata una dove c'era Mirko,
il cavallino bianco cui quale Nonino li portava a gioccare. I bambini
ritornarono così a casa.
Ancora oggi, la gente vicina al Castello ricorda la festa che hanno
fato a Brazzà per celebrare il ritorno di Corradino e Robertino.
Siccome li altri
figli di Nonino erano emigrati all'Argentinaprima della guerra,
con la scomparsa di Pina in 1946 Nonino, Livia e Uria hanno deciso
di venire a Buenos Aires con Bruno e Silvano (papá).
Non sono mai ritornati a Brazzà, e la comunicazione coi Pirzio-Biroli
era spessa nei primi tempi, ma dopo si è interrotta.
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Apunti
più recenti
Piu di 15 anni
fa, un amico di papà di nome Toribio Lanzi, conobbe in una visita
al Friuli un uomo in una cena cui ha detto di essere stato cercando
per anni, una famiglia emmigrata all'Argentina di cognome Nonino
oppure Baschera. Dopo la risposta affemativa di Lanzi, quel uomo
li lasciò un biglieto con il suo indirizzo per Papà.
Era Roberto
Pirzio Bìroli, il più piccolo di quelli fratellini. In quell'epoca
a Papà li risultava doloroso scrivere Roberto per dirle che di tutti
quanti lui aveva conosciuto, solo rimaneva vivo Papà.
Dunque non l«ha
fatto. Papà scomparve improvistamente in 1997, e il destino mi è
portato quell biglieto.
Quando in lulio
di 2006 ho avuto la conferma del mio viaggio a Europa, non ho voluto
perdere l'oportunità di conocere Brazzà, e se il destino voleva,
poter conocere anche Roberto Pirzio Biroli.
Dopo fare una
ricerca in Internet, e non avendo trovato un indirzzo e-mail, ho
scrito una lettera a lo stesso indirizzo di quel biglieto.
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